REVIEWS AND INTERVIEWS/RECENSIONI E INTERVISTE

Rockerilla (october 2005)
Bazar (october 2005)
Supertrigger (november 2005)
Fonopoli (november 2005)
Fonopoli (december 2005)
Mentelocale (january 2006)
Radio Città Aperta (march 2006)
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rockerilla ROCKERILLA (october 2005)
Emiliano De Ferrari
So_lo
Rattsburg  RRR
Al suo debutto il polistrumentista genovese Emiliano De Ferrari, di stanza a Roma per le sue attività musicali, mostra in più di un'occasione una brillante capacità compositiva ed esecutiva, coltivata in un importante background, sebbene Emiliano non abbia ancora trent'anni. Dagli esordi in una scuola jazz alla smodata passione per gli altri mondi dei Genesis, tutto ha avuto un corso e tutto pare oggi prendere forma nella bontà di questo disco. Di più Emiliano fa tutto da solo - come chiaramente esplica il titolo di questo albo - e la cosa ci scompensa, perchè funziona la voce, funzionano le chitarre, funzionano le ritmiche, funzionano gli effetti in questa riflessione personale in forma di musica, ispirata, discreta, davvero gradevole.
GIANCARLO CURRO'

bazarweb BAZAR (october 2005)
Emiliano De Ferrari
So-lo
Rattsburg Records
Emiliano de Ferrari dopo anni di esperienze in varie formazioni musicali e dopo aver toccato diversi generi dal blues al jazz, dall’elettronica al rock, riesce ora a pubblicare il suo primo album da solista. E mai come in questo caso la parola solista si addice all’artista genovese. Infatti De Ferrari ha scritto, arrangiato suonato e cantato tutto da solo: il risultato è sorprendente. Un album dal grande respiro internazionale, musica globale tipicamente world, con influenze anni settanta, incursioni nel jazz e nell’elettronica, arricchito da una voce inusuale per il panorama italiano,molto espressiva, spesso sporca e ruvida. Testi ironici e meditati, con il comune denominatore della solitudine e dell’imprevedibilità degli eventi. Un progetto e un lavoro importante per la musica italiana, un artista da seguire con la dovuta attenzione.
FABIO MURRU

supertrigger  SUPERTRIGGER (november 2005)
Emiliano De Ferrari
So-lo
Rattsburg Records
Emiliano Deferrari, giovanissimo musicista, compositore, arrangiatore e produttore classe 1977, formato nella scuola jazz del Louisiana Jazz Club di Genova, ex Guitar Ensemble con Alex Armannino, ha studiato da autodidatta canto, basso e batteria; tra 1991 e 1994 si è dedicato alla chitarra.Ha collaborato con diverse band genovesi, come chitarrista, cantante, bassista e batterista: dai Jazz Eyes Trio ai Chiese Chiuse, dai Fuori Orario ai Cous Cous Clan. È stato frontman dei Real Dream, nota cover band dei Genesis.Ha vissuto per un anno in Islanda, nel 1999, suonando, producendo e arrangiando il disco di Leone Tinganelli “Anema e core au Islandi”. Tra 1999 e 2002 ha suonato basso e chitarra e cantato negli Aut-Aut, componendo e arrangiando le musiche; e ha collaborato con i Ta'am, band dell'est europeo, come chitarrista, percussionista, cantante chitarrista e arrangiatore. Dal 2002 ha cominciato a preparare del materiale per il suo progetto da solista, tra Genova (2002-2004) e Roma: uscito nel 2005 per la Rattsburg Records, etichetta indipendente, So_lo rappresenta la poliedrica vena creativa dell'artista: è blues, rock, jazz. Fusione postmoderna? Naturalmente: e progressiva tendenza a sublimare l'amalgama nei personalismi. Sentiamo cosa significa essere una one man band : nell'intervista rilasciata a Valentini di Fonopoli : spiega Deferrari: “ Vuol dire trovarsi da soli in una stanza piena di strumenti e microfoni, un registratore multitraccia, un computer e tutto il tempo che si vuole e di cui si ha bisogno per soddisfare le proprie esigenze e ‘urgenze' creative. Ci sono due aspetti fondamentali nel trovarmi da solo a fare e a suonare musica, uno positivo e uno negativo. L'aspetto positivo è che posso agire senza compromessi, e senza limitazioni temporali, un po' come un pittore e la sua tela. Quello negativo è che non ho riscontri riguardo a ciò che compongo, arrangio e registro, se non nella parte finale del mio lavoro, cioè quando ormai ho finito di mixare il disco e lo faccio ascoltare agli amici. Rischio di spendere tempo e fatica intraprendendo una strada che poi risulta senza sbocco, quella sbagliata. La musica come ogni forma d'arte e come il linguaggio ha bisogno di essere condivisa o quantomeno d'essere interpretabile: lavorare da soli è pericoloso, perché la mancanza di dialogo può creare autoreferenzialità. Suonare dal vivo da soli, invece, è una piccola scommessa, ovvero riuscire a dare credibilità ai brani del disco in una veste completamente diversa, più scarna, all'osso. Al di là degli arrangiamenti e delle mie doti di showman sono convinto che la forza di questi brani sia nella linea melodica e nell'armonia che la segue ”.So_lo è un disco inevitabilmente polimorfico, eclettico e suggestivo; giocato sulle brillanti digressioni chitarristiche dell'artista, su un canto che possiamo definire figlio a un tempo della lezione di Peter Gabriel , di Layne Staley e di Jeff Buckley , variato con classe su stilemi e dettami blues, rock e jazz. È un disco dalle insolite e fascinose profondità, contraddistinto da una ricercatezza e da una meticolosità che non può non impressionare; sprigiona solitudine e disperata voglia di vivere, costituisce un monumento allo sperimentalismo e alla gioia anarchica della creazione pura. Non è un esordio – si veda, in calce, il link alla discografia di Deferrari – ma è il suggello su un decennio di formazione e di attività sinceramente atipiche e decisamente promettenti.Prima influenza: Peter Gabriel . Ancora l'artista nell' intervista rilasciata a Fonopoli: “ Direi che non ha bisogno di presentazioni. È uno dei pochissimi autori che mi hanno influenzato consciamente e direttamente. È una gran fetta della mia educazione musicale. Apprezzo la sua capacità di creare dei momenti di grande lirismo e di pathos mantenendo allo stesso tempo quel leggero distacco, quel senso della misura. Per non parlare della profonda e infinita ricerca sul ‘suono' che lo contraddistingue ”.Stabilita l'affinità elettiva, non rimane che segnalare le migliori tracce del disco: dolcissima la ballata, intimista (polvere e ruggine e testo Genesis prima maniera) e solaride, Waiting for Time ; francamente ho trovato adorabile la liturgica Bouquet , circa sei minuti di grazia irriverente e scontrosa, di suoni di cristallo e canto magmatico, ispirata – è una suggestione – ai voli psichedelici di Birdy . Postindustriale e livida di Worm is Green , Mum e proto Sigur Ros la strumentale Next Year , divertissement a un tempo Penguin Cafe Orchestra e geyser islandese. Non estraneo a un jazz freddissimo è l'epilogo, Diversion , felicemente disturbato e acido: Where am I? Just on the line . Clausola distorta e intelligentemente frantumata dal suono. Canto da demone legione, rifiuto della luce e dell'egida della speranza. Cannot divert, must be fire, don't care if it's pain. Un disco già più che promettente. Non perdetevelo.
GIANFRANCO FRANCHI

fonopoli FONOPOLI (november 2005)

Emiliano Deferrari ha 28 anni ed alle spalle un’enorme esperienza musicale. Frequenta scuole jazz, adora la musica improvvisata e “dell’armonia moderna”, è polistrumentista. Canta e suona in diverse band tra cui i Real Dream, una delle più conosciute cover band dei Genesis in Italia. Si trasferisce in Islanda dove collabora con diversi autori locali e finisce nel programma di punta della televisione islandese (STOD2) il 3 maggio 1999. Realizza un cd insieme al gruppo Ta’am, gruppo di musica dell’Est Europeo. Collabora a colonne sonore per compagnie teatrali come per la pièce “La gonna larga” al teatro Furio Camillo di Roma. Martedì 15 novembre alle ore 21.00 lo potremo ascoltare e conoscere al:“LETTERE CAFFE’”, il noto caffè letterario in Via San Francesco a Ripa 100/101 a ROMA TRASTEVERE, dove hanno già suonato grandi come Francesco De Gregori, Claudio Lolli, Nada, Eric Andersen e tanti altri. Da non perdere.

Cos’è per te la solitudine nella musica. Voglio dire, cosa significa essere un one-man-band?
Vuol dire trovarsi da soli in una stanza piena di strumenti e microfoni, un registratore multitraccia, un computer e tutto il tempo che si vuole e di cui si ha bisogno per soddisfare le proprie esigenze e “urgenze” creative. Ci sono due aspetti fondamentali nel trovarmi da solo a fare e a suonare musica, uno positivo e uno negativo. L'aspetto positivo è che posso agire senza compromessi, e senza limitazioni temporali, un po' come un pittore e la sua tela. Quello negativo è che non ho riscontri riguardo a ciò che compongo, arrangio e registro, se non nella parte finale del mio lavoro, cioè quando ormai ho finito di mixare il disco e lo faccio ascoltare agli amici. Rischio di spendere tempo e fatica intraprendendo una strada che poi risulta senza sbocco, quella sbagliata. La musica come ogni forma d'arte e come il linguaggio ha bisogno di essere condivisa o quantomeno d’essere interpretabile: lavorare da soli è pericoloso, perchè la mancanza di dialogo può creare autoreferenzialità. Suonare dal vivo da soli, invece, è una piccola scommessa, ovvero riuscire a dare credibilità ai brani del disco in una veste completamente diversa, più scarna, all'osso. Al di là degli arrangiamenti e delle mie doti di show man sono convinto che la forza di questi brani sia nella linea melodica e nell'armonia che la segue.

Nel tuo primo disco da solista suoni tutti gli strumenti possibili: dalla chitarra alla batteria, dalle tastiere alla zurla, al mandolino. Perché questa scelta?
Non è facile avere a disposizione sessionman che ti raggiungano a casa nel cuore della notte per fare quel pezzo di batteria proprio come lo hai pensato tu. Quindi, di necessità virtù. Con tanta pazienza ho suonato tutto quanto.
Al tempo stesso, devo dire che oltre a una necessità è stato anche un piacere immenso trovare altre vie espressive attraverso la “fisicità” dei diversi strumenti che mi sono trovato a suonare per il disco. Ho studiato la chitarra ma non mi sento minimamente uno “strumentista”, mi annoio a morte a suonare sempre la stessa cosa e solo il fatto di assumere una postura diversa per suonare uno strumento a fiato o la batteria mi riempe d’entusiasmo. Poi c'è la voce, lo “strumento” più fragile, più diretto, così unico perché spudoratamente “umano”. Cantare è un po' come essere nudi davanti al mondo.
Cos’è la “Creative Commons”?
Non è così semplice parlarne, e non ne ho le specifiche competenze giuridiche, ma limitandomi al senso comune posso dire che le Creative Commons sono delle licenze creative che permettono di rilasciare delle opere artistiche accrescendone le libertà di fruizione e di “divulgazione” da parte degli utenti, nel mio caso ascoltatori. Per intenderci, la legge sul diritto d'autore prevede che debbano essere pagati dei compensi all'autore per la riproduzione pubblica di un'opera. La legge, per esempio, vieta che un supporto come un compact disc venga duplicato, anche se non a scopo di lucro. Le licenze Creative Commons, a vari livelli, lasciano all'autore la libertà di scegliere il grado di tutela che si vuole dare alla propria opera, caso per caso. Io per esempio ho scelto per “SO_LO” (l’ultimo cd di Emiliano Deferrari, nds) una licenza che da la possibilità a chi compra il mio disco di farne delle copie e di distribuirle a piacimento, purchè non lo faccia per scopi commerciali, e purchè segnali sempre su ogni copia riprodotta la paternità dell'opera. Ci sono però licenze ancora più “libere” che permettono di poter modificare le opere stesse, creandone delle altre da esse derivate. Vi consiglio comunque di informarvi bene su www.creativecommons.org o sul sito italiano www.creativecommons.it . La mia scelta comunque deriva dalla ferma convinzione che chi oggi compra un disco non lo fa a scatola chiusa, e chi apprezza davvero un'opera alla fine ne acquista il “prodotto” ufficiale.

E “Rattsburg project”?
Rattsburg era il mio primo piccolo studio di registrazione su una collinetta in quel di Genova. Difatti il nome è la traduzione finto-inglese di Borgoratti, quartiere noto agli abitanti della lanterna. Tutte le cose che nascevano lì dentro diventavano delle “Rattsburg Productions”, e così continuai a chiamare le mie produzioni anche dopo aver lasciato la mia città natale per cominciare la nuova avventura Romana. Rattsburg è così diventata un'etichetta a tutti gli effetti con la pubblicazione di “SO_LO”. Rattsburg Records non è niente di nuovo sotto il sole delle etichette indipendenti, vuole soltanto essere un marchio di “qualità”, la mia e quella degli artisti che, con molta calma e senza estenuanti business plan, si sentiranno partecipi del progetto musicale e artistico.

Peter Gabriel
Direi che non ha bisogno di presentazioni. E' uno dei pochissimi autori che mi hanno influenzato consciamente e direttamente. E' una gran fetta della mia educazione musicale. Apprezzo la sua capacità di creare dei momenti di grande lirismo e di pathos mantenendo allo stesso tempo quel leggero distacco, quel senso della misura. Per non parlare della profonda e infinita ricerca sul “suono” che lo contraddistingue.

Quali sono i temi principali, più ricorrenti che affronti nelle tue canzoni. Cosa ti sta più a cuore?
Non faccio mai programmi in quello che scrivo. Solo a posteriori riesco a capire quali sono i tratti salienti e le ispirazioni portanti delle canzoni di un disco.
Mi sono accorto che l'ultimo aveva come tema conduttore (manco a dirlo) la solitudine. Ma vista piuttosto come paura degli altri, paura per l'imprevedibilità degli eventi che ti portano a dover rifare tutto da capo quando pensi di aver tracciato un solco oramai indelebile, la difficoltà a condividere non solo le gioie ma anche il dolore, sentirsi soli davanti a carrellate di menzogne palesi o celate.
GIAN LUCA VALENTINI

fonopoli FONOPOLI (december 2005)

[...]
Mercanti di Liquore, Massimo Carrano, Folco Orselli ed Emiliano Deferrari: cinque nomi per la musica italiana: musica d’autore, seria, professionale ma nello stesso tempo ascoltabilissima, potente, delicata. [...]

HIIIIIIIIIT PARAAAAAAAAADE, come direbbe Luttazzi:
 
  1. KICKING TELEVISION: LIVE IN CHICAGO                                     WILCO
  2. CHAVEZ RAVINE                                                          RY COODER
  3. BLINKING LIGHTS AND OTHER REVELATIONS                     EELS
  4. LIVE AT EARL’S COURT                                                 MORRISSEY
  5. ECHU MINGUA                                                             ANGA’
  6. NOI SIAM NATI CHISSA’ QUANDO CHISSA’ DOVE: CANTI PARTIGIANI PER UN FILM SULLA RESISTENZA A PIACENZA
  7. TEMPERAMENTO                                                  ROBERTO FONSECA
  8. CUBA LE CANTA A SERRAT                                    ARTISTI VARI
  9. SOLEMANI                                                          NINAD MASSIMO CARRANO
  10. 3-6-2005                                                           ENZO JANNACCI
  11. CHE COSA TE NE FAI DI UN TITOLO                        MERCANTI DI LIQUORE
  12. AFROCUBAN JAZZ PROJECT A PUERTO PADRE: TRIBUTO A EMILIANO SALVADOR          ex equo  'AMARGURA' di ELENA LEDDA
  13. LA SPINA                                                           FOLCO ORSELLI
  14. ELEGIA                                                              PAOLO CONTE
  15. DIMANCHE A BALAKO                                           AMADOU & MARIAM
  16. SCHOOL’S IN                                                      MACEO PARKER
  17. EVERYDAY                                                         FLYING PICKETS
  18. BANDANEO ESPECIAL VOL. 1                                 BANDANEO & FRIENDS
  19. SO-LO                                                              EMILIANO DEFERRARI
  20. BAR CASABLANCA                                               PIPPO POLLINA
  21. LA MUSICA DELLE STRADE                                    LES ANARCHISTES
  22. AFRO CUBAN CHANTS                                          VOCAL BAOBAB
  23. APPUNTI PARTIGIANI                                           MODENA CITY RAMBLERS
  24. EXTRAORDINARY MACHINE                                    FIONA APPLE
  25. THEATRE ROYAL DRURY LANE                                        ROBERT WYATT
GIAN LUCA VALENTINI


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DANIELE MIGGINO

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RADIO CITTA' APERTA (march 2006)
Gianluca Diana

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